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Struttura

particolare salaIl Teatro Comunale Chiabrera è uno dei teatri storici più belli in funzione della Liguria. Costruito su progetto dell’architetto messinese Carlo Falconieri, approvato dall’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino alla quale il Comune di Savona aveva demandato la scelta dei vari elaborati, è stato realizzato in circa tre anni, dal 1850 al 1853, con la sottoscrizione per i 2/3 da palchettisti, (soggetti privati che acquistavano, appunto, un palco) e dal 1883 è interamente di proprietà comunale.

L’edificio ha un prospetto di 27 metri, un altezza di 23 metri sino al vertice del frontone e una profondità di 57 metri, con la facciata che ha un portico esterno sorretto da 4 colonne doriche di marmo e altrettante superiori in cemento e marmo di stile ionico che sorreggono un frontone triangolare. Nel timpano è raffigurato il poeta Gabriello Chiabrera nell’atto di presentare il poema “Amedeide” al Duca Carlo Emanuele I° di Savoia. Il bassorilievo è di mano del savonese Antonio Brilla su bozzetto del genovese Santo Varni. Sopra il timpano è posto un Apollo Citaredo di mano del savonese Giobatta Frumento. Le 4 statue della facciata sono, in alto, Rossini e Metastasio realizzate dal savonese Antonio Brilla e, in basso, Alfieri e Goldoni realizzate a Carrara rispettivamente da Giuseppe Rocchi e Ceccardo Ludovici su modelli in gesso di Santo Varni.

La sala, “all’italiana”, con 4 ordini, 3 dei quali originariamente a palchetti (62 in totale) e, a seguito di un restauro della fine degli anni cinquanta, trasformati in balconate, ha una capienza di 626 posti (312 in platea e 314 nei quattro ordini), circa 350 in meno di quelli originari. L’Architrave dorato e le colonne corinzie laterali riprendono la decorazione del San Carlo di Napoli mentre gli stucchi, meno direttamente, quella del Teatro alla Scala di Milano.

Facciata Teatro Chiabrera

La volta è divisa in 8 spicchi e affrescata con figure allegoriche rappresentanti le otto arti della tradizione classica (Tragedia, Commedia, Poesia, Musica, Danza, Pittura, Architettura e Scultura) e medaglioni realizzati dal pittore genovese Carlo Danielli su bozzetti di Gaetano Borgocaratti di Mondovì. Il sipario storico, direttamente di mano di Borgocaratti e rappresentante la “deificazione” da parte delle Muse del Chiabrera, è andato distrutto nell’incendio del 1883, così come il secondo sipario o “comodino” rappresentante lo sbarco di Cristoforo Colombo in America realizzato dal genovese Michele Bruno su bozzetto di Borgocaratti. Il palcoscenico di legno con assi amovibili è di circa 14 metri per 14 e lo sovrasta la graticcia in acciaio a circa 19 metri.

 

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